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SCHEDA INFORMATIVA - CHI E'... COVID 19

CHI E’ …………..COVID-19   (breve storia)

Le epidemie e le pandemie sono importanti minacce per la vita e per la salute dell’uomo. Richiedono grandi sforzi per essere contenute e debellate, soprattutto per la loro caratteristica imprevedibilità e mutabilità in un mondo ormai fortemente globalizzato.

Epidemia: manifestazione virale infettiva diffusa, frequente e localizzata, ma limitata nel tempo e nello spazio geografico.

Pandemia: diffusione di una malattia in più continenti o vaste aree del mondo, con coinvolgimento della maggior parte della popolazione.

L’ansia e la psicosi, che in alcuni casi determina, può anche provocare reazioni incontrollate ed allarmistiche, produrre un eccesso di “prevenzione inutile” e sovraccaricare ed intasare i servizi sanitari, sottraendo importanti risorse umane ed anche economiche.

Sono da privilegiare, in questi casi, tutti quei comportamenti individuali e sociali non medicalizzati, a costo minimo o nullo, utili a prevenire e mitigare patologie più gravi rafforzando la coesione ed il supporto psicologico, fondamentali in un momento di crisi.

Dobbiamo preoccuparci, ma non avere paura perché la paura mette sotto stress il sistema immunitario che è preposto alla difesa del nostro organismo.

Le malattie emergenti come quella del covid-19 e SARS, Aids, Ebola… non hanno origine spontanea nell’uomo, ma vengono invece trasmesse dagli animali all’uomo (zoonosi), soprattutto da altri mammiferi. Per un virus (che ha bisogno di un ospite per moltiplicarsi) è più facile passare in un altro organismo se l’ambiente biologico del nuovo ospite è più simile a quello vecchio. Così è successo ai Predecessori del coronavirus (COVID19 già 2019-nCoV).

MERS-CoV (coronavirus beta che causa la Midde East Respiratory Syndrome) originata nel 2012 in Arabia Saudita e diffusasi in altri 27 paesi, Europa compresa.

SARS-CoV (nuovo coronavirus beta, che causa la Severe Acute Respiratory Syndrome) descritta per la prima volta in Cina nel 2002 e che ha provocato nel biennio 2002-2003, in 26 paesi, 774 decessi (letalità stimata 10%). Il reservoir (serbatoio) del virus è stato individuato nei pipistrelli e nei pangolini (formichieri), ma il passaggio all’uomo avviene attraverso un ospite intermedio lo zibetto (luwak), considerato in Cina una prelibatezza alimentare venduta nei loro mercati rionali, ma anche famoso per il costosissimo caffè Kopi Luwak (fatto con gli escrementi dell’animale) venduto, a prezzi proibitivi, anche nei magazzini Harrods di Londra).

Iniziata nel dicembre 2019 a Wuhan, in Cina, l’epidemia-pandemia si è rapidamente diffusa in tutto il mondo.

Il meccanismo d’azione della SARS è la cosiddetta sindrome da stress respiratorio acuto (ARDS) per cui, dopo l’infezione dell’epitelio delle vie respiratorie inferiori, mediata dall’interazione della proteine di superficie del virus (le protuberanze spinose) con il recettore d’ingresso (ACE2), si scatena una violenta infiammazione acuta dei polmoni. Questo porta (per reazione) alla formazione di uno strato di fibrina sugli alveoli polmonari, impedendo così gli scambi gassosi. L’ARDS è una condizione molto grave che richiede interventi molto complessi da terapia intensiva, mediante l’intervento sulla circolazione sanguigna extra corporea con macchinari di ossigenazione meccanica (ECMO: Extra Corporeal Membrane Oxygenation).

Questo è il grosso problema di questi giorni: che tra i colpiti con patologie cardio-vascolari, ci son anche quelli con patologie respiratorie minori ed i fumatori (!!!), i quali vanno a saturare i posti di rianimazione, creando situazioni drammatiche per i letti di terapia intensiva e sub-intensiva ed impedendo l’effettuazione di interventi di routine o di emergenza oncologica o di trapianto d’organi o altro ancora...

Il periodo di incubazione è stimato tra i 2 e 14 giorni.

L’11 febbraio 2020 l’OMS ha dato un nome alla malattia causata dal SARS-CoV-2, battezzandola COVID-19 (COrona VIrus Disease-19).

I sintomi più comuni dell’infezione sono febbre, tosse, cefalea, faringodinia, dispnea, malessere generale tipo influenzale e nei casi più gravi può causare polmonite, broncopolmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale, morte.

È chiaro che le persone più vulnerabili siano quelle con patologie legate all’apparato cardio-circolatorio o compromesse da deficienza del sistema immunitario, neonati ed anziani. Vi è un raro coinvolgimento della popolazione pediatrica.

Soggetto “asintomatico” persona affetta da malattia, che però non presenta alcun sintomo apparente, ma può contagiare una o più persone anche nel periodo di incubazione asintomatica. Nel caso del covid19, va da 2 a 14 giorni.

Quarantena: periodo di isolamento e di osservazione (di durata variabile) al quale infettive. Nel caso del covid19, è stata fissata a 14 giorni.

Una sottostima ed un ritardo nella registrazione dei casi, dovuta anche ad individui con sintomi lievi che non hanno cercato assistenza medica, sono una delle concause principali della diffusione esponenziale del contagio.

R0: numero di riproduzione di base (Basic Reproductive Number) è un parametro matematico importante perché rappresenta il numero medio di infezioni secondarie determinate da ciascun individuo infetto e che determina la trasmissibilità potenziale di una malattia infettiva ad altri. Attualmente per covid19 R0=1,4-3,8 ovvero: ogni singolo malato infetterà da 1,4 a 3,8 altre persone, le quali, a loro volta, infetteranno ciascuna 1,4-3,8 altre persone e così via. Quando il valore di R0 sarà inferiore ad 1, allora si potrà dire che l’epidemia può essere contenuta. Infine quando il valore di R0 sarà = 0 si potrà dire che l’infezione è debellata.

Il contagio e la malattia: il meccanismo principale di trasmissione del COVID19 è quello per via aerea (tosse, sternuto, mucose orali e congiuntivali, contatto fisico,) sia con casi sintomatici che asintomatici, il periodo di incubazione può durare due settimane ed i sintomi sono simili a quelli influenzali. Con l’aggravamento del decorso clinico si può arrivare alla polmonite, con un quadro radiologico sovrapponibile a quello delle altre polmoniti virali.

Il virus vive fino a nove giorni su superfici tipo vetro, plastica ed acciaio, poche ore su cartone e rame, NON sopravvive sull’asfalto per mesi come viene comunicato.

La pulizia e l’igiene sono fondamentali per prevenire i casi di contagio. Fondamentale anche il ricambio frequente di aria nei locali chiusi.

Sono consigliate soluzioni di etanolo (alcool 60-70%), perossido di idrogeno 0,5% (acqua ossigenata 12 vol), ipoclorito di sodio 0,1%, cloruro di benzalconio 0,1-0,2%, clorexidina

Definizione del caso: gli esami test stabiliti dal Ministero della Salute, di fronte ad un sospetto da infezione da coronavirus (SARS-CoV-2) sono la Real ime PCR.

Il caso può essere:

caso sospetto: paziente con infezione respiratoria acuta che ha avuto contatti con caso probabile nei 14 giorni precedenti

caso probabile: paziente il cui risultato del test è dubbio. (Laboratori regionali)

caso confermato: paziente con conferma del test effettuata presso il laboratorio di Riferimento Nazionale dell’ISS.

Si definisce clinicamente guarito (scomparsa del RNA virale) il paziente che, dopo aver presentato manifestazioni cliniche (febbre, tosse, mal di gola, dispnea, polmonite…) associate all’infezione documentata SARS-CoV-2 diventa asintomatico e risulta negativo a due test eseguiti a 24 ore uno dall’altro con verifica dopo 7 giorni.

Per il soggetto asintomatico con test positivo iniziale, si ritiene opportuno ripetere il test dopo 14 giorni per confermare (dopo isolamento/quarantena) la negatività del test.

Nella maggior parte dei casi di infezioni virali, la scomparsa del virus si accompagna alla produzione da parte dell’organismo del paziente di anticorpi IgG virus-specifici che hanno carattere protettivo dell’organismo da eventuali reinfezioni con lo stesso virus. Pertanto si ritiene, oggi, che due test molecolari consecutivi con esito negativo siano indicativi della “clearance” virale dall’organismo.

Chiarezza sui tamponi: l’ISS ha ritenuto non giustificabile eseguire i test su pazienti asintomatici (95%negativi), sia in termini di costi che di opportunità, raccomandando che l’esecuzione dei tamponi sia riservata ai soli casi sintomatici di ILI (Influenza-Like Ilness, sindrome simil-influenzale).

 

Prevenzione e cura della malattia da COVID-19:

non essendoci ancora farmaci efficaci specifici o vaccini contro il coronavirus, l’unica prevenzione è:

lavarsi le mani frequentemente: Perché il lavaggio delle mani sia efficace occorre che la procedura sia eseguita per 40 secondi avendo cura di insaponare e sfregare il sapone sul palmo, sul dorso e nello spazio tra le dita. Le mani vanno sciacquate quindi con acqua corrente pulita, fredda o tiepida. In assenza di acqua si raccomanda il frizionamento delle mani con soluzione alcolica per 20-40 secondi. In particolare:

- prima e dopo aver cucinato;

- prima di mangiare;

- prima e dopo aver assistito qualcuno con vomito o diarrea;

- prima e dopo aver medicato una ferita;

- dopo essere stati in bagno;

- dopo aver cambiato il pannolino a un bambino;

- dopo essersi soffiati il naso, dopo aver tossito o starnutito;

- dopo aver toccato il cibo per animali;

- dopo aver toccato la spazzatura.

Disinfezione delle superfici con soluzioni idroalcoliche, gel detergenti disinfettanti, Sali di ammonio quaternario…

 

Per proteggere gli altri, in presenza di qualsiasi infezione respiratoria, bisognerebbe sempre coprire naso e bocca quando si tossisce o starnutisce, possibilmente con un fazzoletto di carta o coprendosi con la parte interna del gomito. Il fazzoletto di carta va quindi eliminato e occorre lavarsi subito le mani con acqua e sapone.

 

Non va dimenticato infine che, se necessarie, le mascherine devono essere indossate e maneggiate con cura dopo aver lavato le mani, così da evitare il rischio di trasmissione associato all’uso scorretto. In particolare si raccomanda di:

- posizionare la mascherina sulla bocca e sul naso riducendo lo spazio tra il viso e la maschera;

- evitare di toccare la mascherina;

- togliere la mascherina senza toccarla davanti;

- cambiare la mascherina con una pulita, non riutilizzare due volte la stessa.

 

-FFP3 (con valvola di esalazione) OSPEDALI Reparti Terapia Intensiva, (perché sono a contatto con pazienti certamente contagiati).

- FFP2 (con valvola di esalazione) SOCCORRITORI (perché sono a contatto con persone e/o pazienti potenzialmente contagiati).

- FFP2 (SENZA valvola) FORZE DELL’ORDINE solo in caso di emergenza ed ausilio a Soccorritori (perché devono essere protetti ma non rischiare di contagiarsi tra di loro)

- FFP2 (SENZA valvola) MEDICI di famiglia e GUARDIE MEDICHE. In alternativa con valvola (ma ricordiamo che la valvola è di aiuto a chi è costretto ad utilizzarla a LUNGO TEMPO in presenza di PAZIENTE POTENZIALMENTE MALATO); i medici potranno abbinare la mascherina chirurgica sopra alla MASCHERINA FFP2 con valvola per limitare la diffusione della loro esalazione dalla valvola.

- MASCHERINE CHIRURGICHE o FATTE IN CASA, devono usarle: tutta la POPOLAZIONE CIRCOLANTE, tutte le PERSONE CHE LAVORANO o SONO COSTRETTE A LAVORARE, le stesse FORZE dell’ORDINE, gli uffici aperti al pubblico, gli addetti alla vendita di alimentari ed, in ogni caso, tutte le persone o lavoratori in circolazione (si ricorda alla POPOLAZIONE che è MEGLIO RESTARE CASA).

 

in generale:

 

Evitare spostamenti il più possibile, contatti con le persone, gli assembramenti in genere.

 

Stare a casa il più possibile fino a remissione della epidemia-pandemia.

 

Ogni volta che usciamo dobbiamo seriamente valutare la posta in gioco: non è colpito solamente il vecchietto con più patologie, ma viene minata anche la possibilità di non poter eseguire un trapianto di polmoni su un ragazzino colpito da fibrosi cistica.

 

P.S.:

Trovate sintetizzate, sul sito del comune, tutte le informazioni che arrivano quotidianamente dagli organi istituzionali.

 

Il Sindaco



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